giovedì 7 gennaio 2010

SE AL CENTRO DEGLI INTERESSI TORNANO IL SUD E LA SUA GENTE, CI SAREMO ANCHE NOI!

Commento pubblicato il 7 gennaio 2010 su www.gianfrancomicciche.net
A volte è stata tanta la voglia di non partecipare. E, forse, anzi certamente, per effetto della dimensione caotica in cui è stato fiondato il ns. giovane PdL, ad opera di irresponsabili “poltronisti”. Voglia di non scrivere, di non intervenire con il proprio umile pensiero, giustappunto per disorientamento ma sicuramente per paura di non avere la capacità di percepirne mosse ed obiettivi.Una voglia di apparenti atteggiamenti agnostici, consolata dalla consapevolezza che il caro Gianfranco avesse saputo – con audacia ed attenta strategia – dominare il distrastro politico che noi, forzisti di lungo corso, stiamo subendo.Ma l’attuale post, alla luce dei nuovi sviluppi sul versante politico siciliano e nazionale, incentiva alla partecipazione schiarendo l’orizzonte dalle nebulose azioni politiche, allestite ormai da parecchio, da coloro che hanno avuto – ed hanno tuttora – il solo obiettivo di gararantirsi immeritatamente, la gestione di un partito come il PdL che, invero, è patrimonio consolidato degli italiani. Ed ecco che il progetto di rilanciare l’azione politica di un PdL (erede soprattutto di Forza Italia ed AN) in Sicilia e nell’intero Paese, sprigiona l’interesse ad esserci, a partecipare a tutte quelle azioni lecite ed eticamente corrette che portano al rilancio dello sviluppo nel mezzogiorno d’Italia e nella restante parte della nazione. A leggere “il cuore” del post, rinasce la speranza e, a partire da quella, saremo sempre presenti e – per quanto possibile – attivi. Al fianco di chi vorrà il bene della gente: a cominciare dal Tuo, stim.mo Sottosegretario.

martedì 27 ottobre 2009

ED INVECE, IO, NON CREDO SIA UN GIOCO: E' LO SPECCHIO DELLA REALTA'. HA VINTO GIANFRANCO MICCICHE'!















E’ vero non è un gioco. Ma ricordo a me stesso, che quando – Caro Gianfranco – lasciasti il testimone di coordinatore regionale di Forza Italia ad Angelino Alfano, anche quello non era un gioco. Per te, e per noi tutti era già a quell’epoca talmente serio che ci preoccupammo in molti per il forte cambiamento. Avevamo ragione di provare brividi in pelle e paura: da li a poco, il neo coordinatore siciliano avrebbe inaugurato il “gioco delle correnti”, frantumando – di fatto – l’unitarietà del partito in Sicilia. Forse un giochino per loro; non certamente per noi che dovettimo assistere al terribile tentativo di vedere mettere dentro le “loro…” regole del gioco un bonus: annientare quell’uomo politico che li aveva generati e garantiti, anche resuscitati. Annientare Gianfranco Miccichè, quello era il loro magnifico bonus. Oggi, dopo lunghe sofferenze – quelle tue e pure le nostre – forse possiamo toglierci il piacere di giocare. Ma tu, grande Gianfranco, ci hai messo tutta la tua forza ed abilità per diferderti; per difenderci. Adesso, aldilà del sondaggio, Tu hai già vinto!!! E, credimi, anche loro – i traditori – lo sanno.

sabato 10 ottobre 2009

POLITICA AL VELENO












Commento pubblicato sul blog

Il clima politico del Paese è turbolento. Il delta esisente tra il consenso accertato di cui godono i partiti di governo e di centro destra, è molto alto rispetto al brutto momentaccio che sta vivendo la sinistra italiana. Ecco che, non avendo alcuna immediata possibilità di recuperare l’incolmabile distacco, e non godendo della fiducia e stima degli italiani, la sinistra del nostro Paese prova ad impostare tutto, avvalendosi dei possibili mezzi a sua disposizione, per denigrare e screditare gli avversari partendo, giustappunto, dal premier Silvio Berlusconi. Utilizzo di mezzucci, gossip e la ricerca esasperata dello scandalo, fino a auspicare le emersioni storiche dei presunti e seppelliti complotti di stato assumono, per il centrosinistra attualmente in flebile vita in Italia, il valore di un manifesto della contrapposizione politica per colmare – da ultimo – la mancanza di veri programmi alternativi di governo; di chiare, nitide ed esclusive idee.La povertà politico culturale, sommata alla rabbia per essere rimasti tagliati fuori dalla gestione del potere – soprattutto a causa delle proprie inconfutabili colpe che gli sono palesemente addebitabili (vedasi il misero biennio di dell’ultimo governo Prodi) - induce la classe dirigente degli “ex comunisti italiani” a lavorare contro l’immagine dell’intero Paese. In fondo loro sono - quasi, quasi - paragonabili ai disperati cercatori di pepite d'oro – i quali – altro non riescono a pensare che all’arricchimento. Arricchimento che, nella sostanza, non arriverà mai concretizzando - invece - l’avvelenamento dell'aria quotidiana respirata da coloro i quali sono costretti, loro malgrado, a conviverci.