martedì 5 maggio 2009

UN CONTRATTO PER IL SUD SOTTOSCRITTO DA MICCICHE' E SCAJOLA: INIZIATIVA LODEVOLE



















scritto da michele pergolizzi su http//www.livesicilia.it

SUD / 2007 - 2013 / L'ULTIMA OCCASIONE

Lodevolissima iniziativa. Finalmente un convegno dove si è parlato di oggettivo sviluppo per la Sicilia ed il sud. Dove è stato possibile ascoltare intrerventi di alto profilo politico, istituzionale, professionale ed imprenditoriale. Dove è stato allestito un confronto dialettico democratico e costruttivo. Dove si è sentito parlare di unità del Paese. Dove, finalmente, sono mancati i veleni politici fraticidi, che tanto male fanno alla politica; che tanto bloccano lo sviluppo della nostra Isola e attanagliano i siciliani. Bravi Miccichè e Scajola, avete tracciato le giuste direttrici per rilanciare il Paese.

sabato 2 maggio 2009

CARO MICHELE, CONDIVIDO LE TUE IDEE SUL PIANO CASA E GUARDO AL RIDISEGNO DELLE CITTA' CON NUOVI STRUMENTI URBANISTICI: DA LI PUO' RIPARTIRE L'ECONOMIA





































Commento da michele pergolizzi Inserito: 2 Maggio 2009, 16:20 sul blog di Michele Cimino

Sono d’accordo con te stim.mo on.le ass.re Michele Cimino. E’ chiaro, l’economia del globo va riposizionata su un percorso virtuoso che guardi alle “vere” verità. Abbiamo bisogno di costruire vera economia che scaturisca da una finanza tanto sana quanto reale e tracciabile nel tangibile. E’ giunto il momento di guardare al rilancio di una politica strutturata attraverso la qualità ed i contenuti programmatici che, fin dai più microscopici geni, sappia impiantare percorsi certi, chiari, palesi e senza oscuri e tortuosi indirizzi di irrintracciabile memoria; matrice. La Sicilia, che nelle difficoltà ha sempre navigato, non può perdere tale occasione. Non può permettersi di tralasciare l’opportunità che – le condizioni oggettivamente mondiali di crisi e caos finanziario – le offrono per ripartire sfruttando le tante opportunità che governi (nazionale e regionale) ed istituzioni stanno mettendo su un piatto d’argento. Dici bene, quando individui nel “Piano Casa” una delle possibilità più grandi per rimettere in pista quella economia e quella finanza che sappiano creare le condizioni forti per riportare il concetto di lavoro sull’indirizzo corretto della capitalizzazione del reddito; che intendano il lavoro quale concretizzazione di un profitto prodotto per effetto di uno sforzo che crei nuova ricchezza. Sai bene, che il Tuo è un impegno indefesso agli occhi di tutti. Sai bene che Tu, come altri responsabili uomini politici e di governo, come Gianfranco Miccichè, Raffaele Lombardo, Massimo Russo state lavorando nel tentativo - fortemente ostacolato da chi a scelto di fare “l’ortolano politico a conduzione familiare” – di fare della politica e del governo della P.A. una professione di responsabile fede nell’interesse della nostra amata terra di Sicilia; dei nostri stanchi, sconfortati ed affaticati siciliani. Mi permetto di congratularmi ancora per l’iniziativa che avete approvato nella finanziaria e bilancio regionali del 30 aprile scorso, con la quale avete voluto sostenere finanziariamente quei comuni che intendono aggiornare i loro strumenti urbanistici, i piani regolatori. Infatti, sono un sostenitore di tale scelta politica programmatoria. Sono convinto che anche dai nuovi piani regolatori che guardino alla riqualificazione urbanistica ed al recupero e valorizzazione dei centri storici, possa intravedersi la speranza per rilanciare finanza ed economia delle nostre città. Bisogna ripartire dalle città! Sono convinto che se le città siciliane, facessero leva su nuovi strumenti urbanistici vocati alla riqualificazione urbanistica, come sta avvenendo per città come Milano (e penso all’Expo 2015), Torino, Bologna, Roma (penso alla riqualificazione del quartiere EUR) ed alle città europee più importanti (vedi Parigi, Barcellona, Bilbao, ecc.), potremmo veramente e certamente risorgere. Strumenti urbanistici nuovi e sensibili alla dimensione contemporanea che, partendo dalla messa in sicurezza sismica degli edifici “deboli” e dalla riqualificazione urbana insieme alla creazione di nuovi e più moderni servizi ed infrastrutture, possano tracciare un indirizzo virtuoso tra pubblico e privato, facendo leva anche sulla finanza di progetto (project financing) per arricchire le anemiche casse comunali grazie agli introiti derivanti dal pagamento degli oneri concessori sulle parti ad utilizzazione privata ed alla gestione privata dell’affidamento. Penso a città come Palermo, che versano in forti difficoltà finanziarie e che le cui amministrazioni questuano finanziamenti regionali ad esposizione ventennale (chissà se il Commissario dello Stato l’avesse fatta passare liscia) per sanare il proprio deficit, mentre avendo consolidate dotazione ed opere di urbanizzazione primaria e secondaria, potrebbero trarre risorsa finanziaria dagli introiti del costo di costruzione ed degli oneri di urbanizzazione. Un esempio: per un fabbricato di 14.000 metri cubi tali oneri ammontano a circa 350.000,00 Euro. Oggi, credo di potere affermare, che da tali imposte – Palermo - introita quasi nulla, accertato che vengono rilasciate pochissime concessioni l’anno, a fronte di una variante generale al prg, concepita vecchia prima ancora di renderla esecutiva, e che va avanti a colpi di piccole varianti su varianti. O attraverso insufficienti “aggiustature” che la svenano nelle densità edilizia e territoriale, avvalendosi dei cosiddetti progetti Prusst. Un abbraccio ed in bocca al lupo dal tuo amico Michele Pergolizzi

martedì 7 aprile 2009

TERREMOTI: TORNIAMO A LEGIFERARE IN TERMINI DI SICUREZZA.
















Dopo i crolli di scuole e residenze per gli studenti, a causa di eventi sismici (vedi San Giuliano di Puglia e L'Aquila), ritengo sia giunto il momento di iniziare a legiferare cambiando indirizzo sull'edilizia scolastica, para scolastica ed universitaria. Ci vogliono nuove scuole, più sicure e - da oggi - costruite con strutture intelaite realizzate con elementi portanti in acciaio: di solo 2 - 3 piani fuori terra.
L'Italia è un vero museo d'arte. E' l'alto emblema artistico, culturale, architettonico, urbanistico dell'intero pianeta. Ma credo - e i fatti lo dimostrano - che davanti agli eventi sismici abbia dimostrato tutta quanta la sua debolezza strutturale: centri storici morfologicamente fantastici, ma sismicamente inadeguati. Pensiamo che l'edificio della Prefettura (la Casa del Governo) di L'Aquila si è sbriciolato. Pubblico, da oggi deve assolutamente coincidere con SICURO! Altrimenti abbiamo solo scherzato. Allora, piuttosto che cercare colpevoli da mettere sull'altare sacrificale, iniziamo a legiferare in seria e vera sicurezza. Le città devono diventare sicure e - nel contempo - la popolazione si deve sentire protetta. I centri di sismologia vanno collegati a sistemi di allarme urbani (con le sirene: d'altro canto le telecamere non le piazzano?) che consentono di avvisare i cittadini inconsapevoli dell'approssimarsi di eventi catastrofici. Nel mondo ciò avviene già, e in contesti abituati all'emergenza tale sensibilità è cresciuta: non è utopia. E’ chiaro, dobbiamo continuare a conservare e tutelare il nostro patrimonio architettonico, ma laddove non è possibile garantire la sicurezza in assoluto, bisogna evitare che la destinazione di tali spazi e luoghi assuma valenza di frequenza pubblica. Basta con le scuole ovunque ed in ogni caso. Basta con il continuare a nascondere le verità. Tempo addietro era tornato d’attualità il tema del libretto sullo stato di salute (statico, sismico, strutturale, impiantistico) degli edifici. E’ giunto il momento di riportare in Parlamento tale disegno di legge. Tutti gli edifici, il patrimonio edilizio ed architettonico del Paese (pubblico e privato) deve essere strutturalmente verificato nella sua efficienza strutturale e non. E i tecnici competenti ed onesti non mancano: basta farsi consegnare dai consigli nazionali degli architetti, ingegneri, geometri, geologi l’elenco degli iscritti a relativi ordini professionali provinciali. Nel nostro Paese facciamo un gran parlare d conpetenza professionale e di meritocrazia: quando inizieremo a mettere gli uomini giusto nei giusti posti? Io continuo ancora a sperare che ciò avvenga.